C1.5.6 Cosa leggevamo in famiglia


Le parole:
Fumetto
I media
La telenovela
Le previsioni del tempo
Una rivista informatica
Un cartone animato
il 50 %
Lettori cartacei e lettori digitali
la punizione – die Strafe
la bugia – die Lüge
l’assicurazione – die Versicherung
lo sforzo – der Aufwand/die Mühe
un acronimo – eine Abkürzung
il pollice – der Daumen / Zoll als Größenangabe (“)
l’attrezzo (maskulin) – das Werkzeug
il dentifricio – die Zahnpasta
ricordare – erinnern
scordare (= dimenticare) – vergessen
lo zaino – der Rucksack

Carissimi tutti,
sono alla Reception e ho con me il mio zaino pieno di libri e e ho anche il computer. Sono pronto per raccontarvi una storia al passato: sentirete usare l’imperfetto.
Certo racconterò qualche bugia per rendere il racconto più interessante.
Mio padre comprava tutti i giorni due giornali che leggeva minuziosamente. Qualche volta ne comprava anche tre.
Quando ero piccolo non mi interessava il giornale, ma poi ho cominciato a leggerlo anch’io. Allora eravamo lettori cartacei e per niente digitali.
Il computer non c’era e quando è arrivato, mio padre ne ha comprato subito uno.
In quegli anni io leggevo volentieri dei fumetti e delle riviste per ragazzi.
Leggevo molto volentieri un fumetto di nome Ken Parker che raccontava le avventure di un uomo nel West. Molto molto bello.
Qualche volta guardavamo la televisione. Qualcuno guardava una telenovela che si chiamava Anche i ricchi piangono.
Noi bambini guardavamo volentieri i cartoni animati come Tom e Jerry o come Popeye.
Ovviamente guardavamo il telegiornale e le previsioni del tempo, ma queste ultime non mi interessavano granché.
Quando noi bambini eravamo bravi c’erano dei premi come un nuovo fumetto o le figurine Panini dei giocatori di calcio della Serie A. Quando eravamo discoli c’erano delle punizioni, ma per fortuna poche volte, per esempio dovevo mettere a posto gli attrezzi quando mio papà faceva lavoretti in casa.
Insomma ho avuto una bella gioventù insieme a mio fratello e alle mie sorelle.
Ora non sono più giovane anzi sono vecchio… non ci credete?
La scorsa settimana ero a casa di una signora molto anziana che parlava con me in francese mentre mio figlio giocava con suo nipote.
La donna ripeteva frasi più e più volte e lodava i due ragazzi. Ecco che mi chiede: ma tu sei il padre o il nonno di Marco? Che colpo! Ho fatto molti sforzi per riprendermi dal brutto colpo….;-)